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Forse sei stato accusato di un reato, forse sei tu la vittima di un reato. Non temere, sei nel posto giusto. Senza ombra di dubbio, essere accusato di un crimine o averlo subito in prima persona è l’ evento più spaventoso che una persona può sperimentare nella sua vita.

Chi sono? Un avvocato penalista specializzato in difesa degli imputati e delle vittime del reato. Dalle indagini preliminari (o addirittura anche prima, se si ipotizza che da un comportamento potrebbe scaturire un’indagine penale) fino al processo vero e proprio, nelle sue varie fasi e gradi, so difenderti in tutte le sfaccettature del tuo caso penale.

Se sei anche tu confuso su come fare per ottenere il giusto risarcimento danni dall’autore del reato, continua a leggere poiché ho scritto questo articolo proprio per te, per renderti le idee più chiare.

L’azione civile per le restituzioni e per il risarcimento del danno di cui all’articolo 185 del codice penale può essere esercitata nel processo penale dal soggetto al quale il reato ha recato un danno ovvero dai suoi successori universali, nei confronti dell’imputato e del responsabile civile.

I “soggetti attivi” dell’azione civile sono quindi il danneggiato dal reato e la persona offesa dal reato.

Dal soggetto passivo (persona offesa) del reato, che è titolare del bene protetto dalla norma penale e, quindi, subisce l’offesa essenziale per la sussistenza del reato, va distinto il danneggiato dal reato, che è colui che soffre un danno risarcibile ed è titolare del diritto alla restituzione e al risarcimento e che può costituirsi, a tal fine, parte civile: nel codice di rito, al soggetto passivo sono attribuiti diritti e facoltà che invece non competono al danneggiato civile, il quale è completamente assente dalla fase delle indagini preliminari.

Un esempio di distinzione tra i due soggetti e i rispettivi diritti: la legittimazione a proporre querela: l’art. 120 comma 1 c.p. dice che “Ogni persona offesa da un reato, per cui non debba procedersi d’ufficio o dietro richiesta o istanza, ha diritto di querela.”

L’avviso della richiesta di archiviazione è notificato, a cura del Pubblico Ministero, alla persona offesa che, nella notizia di reato o successivamente alla sua presentazione, abbia dichiarato di volere essere informata circa l’eventuale archiviazione.

L’oggetto dell’azione civile è la restituzioni e risarcimento del danno (Art. 185 c.p.). “Ogni reato obbliga alle restituzioni a norma delle leggi civili. Ogni reato, che abbia cagionato un danno patrimoniale o non patrimoniale obbliga al risarcimento il colpevole e le persone che, a norma delle leggi civili, debbono rispondere per il fatto di lui.”

L’obbligo alla restituzione, di cui al comma 1 dell’articolo 185 c.p., comporta a carico dell’ autore del reato non solo l’obbligo della riconsegna delle cose sottratte ma anche quello della restitutio in integrum, ossia il ripristino della situazione preesistente al reato.

Le categorie di danno risarcibili sono: Danno risarcibile in quanto conseguenza diretta del reato, Danno patrimoniale e Danno non patrimoniale.

Il danno risarcibile deve essere la conseguenza immediata e diretta dell’illecito e, pertanto, il risarcimento del danno morale spetta anche ai prossimi congiunti del danneggiato da fatto illecito costituente reato solo quando si tratti di evento mortale e non di mere lesioni personali.

L’articolo 185 fornisce un valido criterio di distinzione tra l’illecito civile e l’illecito penale, essendo solo l’autore di quest’ultimo tenuto a risarcire anche i danni non patrimoniali.

In particolare, il danno non patrimoniale consiste “per la persona fisica nella sofferenza fisica o morale e per la persona giuridica nella lesione dell’immagine e della credibilità”.

L’azione civile può essere esercitata a norma dell’art. 75 comma 1 c.p.p.: “l’azione civile proposta davanti al giudice civile può essere trasferita nel processo penale fino a quando in sede civile non sia stata pronunciata sentenza di merito anche non passata in giudicato. L’esercizio di tale facoltà comporta rinuncia agli atti del giudizio; il giudice provvede anche sulle spese del procedimento.

L’azione civile prosegue in sede civile se non è trasferita nel processo penale o è stata iniziata quando non è più ammessa la costituzione di parte civile.

Se l’azione è proposta in sede civile nei confronti dell’imputato dopo la costituzione di parte civile nel processo penale o dopo la sentenza penale di primo grado, il processo civile è sospeso fino alla pronuncia della sentenza penale non più soggetta a impugnazione, salve le eccezioni previste dalla legge.”

Le eccezioni alla sospensione del processo civile sono rappresentate, in particolare dall’ipotesi in cui la parte civile non abbia accettato la definizione del processo penale nelle forme del giudizio abbreviato (se ne parlerà più diffusamente in un altro articolo.

Che valore ha la sentenza passata in giudicato al di fuori del processo penale?La sentenza penale irrevocabile di assoluzione pronunciata in seguito a dibattimento ha efficacia di giudicato, quanto all’accertamento che il fatto non sussiste o che l’imputato non lo ha commesso o che il fatto è stato compiuto nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima, nel giudizio civile o amministrativo per le restituzioni o il risarcimento del danno promosso dal danneggiato o nell’interesse dello stesso, sempre che il danneggiato si sia costituito o sia stato posto in condizione di costituirsi parte civile,salvo che il danneggiato dal reato abbia esercitato l’azione in sede civile a norma dell’articolo 75comma 2.

La stessa efficacia ha la sentenza irrevocabile di assoluzione pronunciata a norma dell’articolo 442,se la parte civile ha accettato il rito abbreviato.
L’azione civile nel processo penale è esercitata anche a mezzo di procuratore speciale, mediante la costituzione di parte civile. La costituzione di parte civile produce i suoi effetti in ogni stato e grado del processo.

Quando la legge consente che un atto sia compiuto per mezzo di un procuratore speciale, la procura deve, a pena d’inammissibilità, essere rilasciata per atto pubblico o scrittura privata autenticata e deve contenere, oltre alle indicazioni richieste specificamente dalla legge, la determinazione dell’oggetto per cui è conferita e dei fatti ai quali si riferisce. Se la procura speciale è rilasciata per scrittura privata al difensore, la sottoscrizione può essere autenticata dal difensore medesimo. La procura è unita agli atti.

Quindi, la parte civile, il responsabile civile e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria stanno in giudizio col ministero di un difensore, munito di procura speciale conferita con atto pubblico o scrittura privata autenticata dal difensore o dalla persona abilitata.

Ancora, che cosa è il principio di immanenza e come può interessarti?
Dice l’arte. 76 c.p.p. “La costituzione di parte civile produce i suoi effetti in ogni stato e grado del processo”. Ciò significa che “la pare civile, una volta costituita, debba ritenersi presente nel processo anche se non compaia, che debba essere citata anche nei successivi gradi di giudizio (anche straordinari, ad esempio nel giudizio di revisione) anche se non impugnante e che non occorra per ogni grado di giudizio un nuovo atto di costituzione.”

Parimenti l’immanenza rimane ferma anche nel caso di mutamento delle posizioni soggettive (per esempio, morte o raggiungimento della maggiore età) o di vicende inerenti la procura alle liti o la difesa tecnica (per esempio, abbandono di difesa).

Quindi, in parole povere, ciò significa che una volta costituiti parte civile, il tuo diritto rimane tale e quale in ogni ulteriore grado del giudizio, anche se non ti presenti (il tuo avvocato) in udienza.